CARAVAGGIO SECONDO ARGAN 1
i confronti con il suo tempo
Alla critica dell’arte del seicento non è sfuggito che i problemi del secolo siano da inquadrare entro i due poli della riflessione artistica dei due massimi esponenti:
il Caravaggio e Annibale Caracci.
Annibale mira all’ideale, il Caravaggio al reale. L’idealismo dell’uno e il realismo dell’altro erano due tendenze divergenti, ma in rapporto dialettico e quasi di reciproca integrazione o di complementarità. Il realismo del Caravaggio nasce dall’etica religiosa instaurata da Carlo Borromeo nella sua diocesi lombarda: non consiste nell’osservare e copiare la natura, ma nell’accettare la dura realtà dei fatti, nello sdegnare le convenzioni, nel dire tutta la verità, nell’assumere le massime responsabilità. Ciò significa: escludere la ricerca del “bello”, puntare al “vero”; rinunciare all’invenzione, stare ai fatti; non mettere in pratica un ideale dato, ma cercare ansiosamente un esito ideale nella prassi impegnata della pittura; contrapporre il valore morale di questa prassi al valore intellettuale delle teorie.
I critici del Seicento (Mancini, Bellori) biasimarono il Caravaggio, ma lo capirono: capirono che il suo realismo era l’opposto del naturalismo, la sua ricerca della verità l’opposto dell’immaginazione. Per il Caravaggio l’arte non è attività intellettiva, ma morale: non consiste nel distaccarsi dalla realtà per rappresentarla, ma nell’immergersi nella realtà e viverla. Facendo la pittura si rifà o rivive il fatto: se ne scoprono i motivi profondi, gli esiti trascendenti.
Annibale estende l’esperienza dal reale al possibile; il Caravaggio l’approfondisce, e tanto più l’approfondisce quanto più la contrae o concentra. Annibale accetta il mondo classico come mondo poetico: il Caravaggio lo rifiuta proprio perché è un mondo poetico, che allontana da quella sola realtà che è il presente. Come Annibale, il Caravaggio pensa che i manieristi non capiscano Michelangiolo e Raffaello: ma, per Annibale, non ne capiscono la classicità, la genialità inventiva, per il Caravaggio non ne capiscono l’impegno morale, il dramma.
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